Psicologo di Base. La ricerca Internazionale e Nazionale

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Martedì 25 Giugno 2013 16:16

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I Dati della Ricerca sullo Psicologo di Base

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Dalla ricerca condotta negli ultimi 40 anni sugli effetti della cooperazione tra Medici e Psicologi nell’ambito delle cure primarie è emerso che tale collaborazione:


-  Riduce il carico di lavoro del Medico di Base (del 48%)

-  Riduce significativamente i tempi di attesa dei pazienti

-  Riduce la spesa sanitaria per esami, visite specialistiche e farmaci (33%-47%)

-  Riduce il ricorso a esami, visite specialistiche e uso di farmaci

-  Riduce la frequenza delle ospedalizzazioni e dei tempi di ospedalizzazione

-  Aumenta significativamente il benessere psicofisico dei pazienti (es.: riduzione del 34% della mortalità cardiaca e del 29% del numero degli infarti)

Vediamo più in dettaglio cosa è emerso dalla ricerca internazionale e nazionale sugli effetti dell'introduzione dello Psicologo di Base (Psicologo delle Cure Primarie) nel'ambito delle cure primarie, ambito quest'ultimo che in Italia è rappresentato prevalentemente dallo studio del medico di medicina generale:


45-75 pazienti con depressione
53-60 pazienti con disturbi d’ansia
36-45 pazienti con disturbi situazionali e reattivi
2-3 pazienti con schizofrenia
4-5 pazienti con depressione grave o disturbo bipolare
3-4 pazienti con demenza
3-4 pazienti con dipendenza da alcool o sostanze

Non sono classificati tutti i disturbi sottosoglia, comportanti gravi disabilità e sofferenza soggettiva (Tansella e Di Girolamo, 2001).


-       77,9%  riduzione della durata media dell’ospedalizzazione

-       66,7%  riduzione della frequenza delle ospedalizzazioni

-       48,6%  diminuzione numero di prescrizioni

-       48,6% diminuzione del numero di visite nello studio del medico

-       45,3% diminuzione delle visite mediche domiciliari

-       31,2% diminuzione dei contatti telefonici

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 27 Ottobre 2013 11:29  

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